Gli uomini preferiscono le bionde

Gli uomini preferiscono le bionde

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Locandina de “Gli uomini preferiscono le bionde”

Un film da molti “visto e rivisto” ma certamente da “rivedere” (dunque consigliatissimo per questa nostra rubrica dedicata alle recensioni di film non recenti ma assolutamente da recuperare) è Gli uomini preferiscono le bionde, gioiellino della produzione cinematografica a stelle e strisce degli anni ’50.


Secondo molti critici questo è tra i cento film da vedere prima di morire, perché è uno dei migliori esempi di commedia, dal tono scanzonato ma non sguaiato, divertente ma non stupido.
Gli uomini preferiscono le bionde, come altri film del tipo Quando la moglie va in vacanza o A qualcuno piace caldo, ha il pregio di avere una verve comica – molto ben strutturata grazie a una valida sceneggiatura e ad attori azzeccati – che gioca su sottili doppi sensi o su specifici archetipi della commedia romantica.

Le protagoniste sono Marilyn Monroe e Jane Russell. La prima nei panni della bionda svampita con una grande passione per gli uomini facoltosi, la seconda, invece, è una donna sicura di sé, intelligente e indipendente. I due personaggi sono, quindi, agli antipodi ma, nonostante ciò, sono migliori amiche. Sono proprio le differenze a rendere Lorelai (la Monroe) e Dorothy (la Russell) una coppia eccezionale. Da manuale sono, infatti, le frecciatine che spesso si scambiano le due, come ad esempio: “Sai che a volte il tuo cervello mi disorienta?” – dice Dorothy a Lorelai a seguito di una delle sue massime esistenziali su soldi e felicità – o “Se una ragazza passa tutto il suo tempo a preoccuparsi dei soldi che non ha, come le resta il tempo per essere innamorata?” – risponde Lorelai quando Dorothy afferma di volere un uomo non ricco, ma che sia semplicemente innamorato di lei.
Questi ipse dixit non sono le uniche cose ad aver fatto storia in questo film: basti pensare alla canzone Diamonds are girls best friend, entrata di diritto nell’iconografia pop di quest’epoca. Madonna, anni dopo, ha reinterpretato quella scena nel videoclip di Material girl e Nicole Kidman, in Moulin Rouge di Baz Luhrmann, la fa cantare alla sua Satine.
I costumi, inoltre, hanno contribuito a rendere indelebile il ricordo delle scene del film: celeberrimi l’abito rosa indossato dalla Monroe in Diamonds are girls best friend o quello rosso ricoperto di pailettes che Jane Russell e Marilyn Monroe vestono durante la performance di Two little girls from Little Rock. L’artefice di questi iconici costumi è William Travilla: costumista preferito di Marilyn, nonché creatore del memorabile abito bianco svolazzante sulla grata della metropolitana del film Quando la moglie è in vacanza.
Il film ebbe un grande successo di botteghino e consacrò definitivamente la Monroe come star internazionale e diva di tutti i tempi.

Tra quelli che non avrebbero scommesso un soldo sul successo di questo film figura il regista Howard Hawks. Durante un meeting con i vertici della Fox, Hawks si espresse così: “Ho tre idee magnifiche per questo film: sostituire Marilyn, riscrivere e accorciare la sceneggiatura e assumere un nuovo regista”.

Sappiamo invece com’è andata… per fortuna.

ndr pubblicato sulla rivista Visti, rivisti, da rivedere di I Think Magazine

 

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