I 5 stelle bloccano il “canguro”: strada in salita per il ddl Cirinnà

I 5 stelle bloccano il “canguro”: strada in salita per il ddl Cirinnà

La legge sulle unioni civili bloccata in Senato, dal Movimento 5 Stelle che rifiuta il maxi emendamento

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Ieri, s’è paventata la possibilità di arrivare alla stretta finale con il DDL Cirinnà, ma purtroppo il “canguro” non ha saltato. Il maxi emendamento, contenente i 500 emendamenti del DDL, chiamato appunto canguro, era stato pensato dal deputato del PD Marcucci per sveltire l’iter legislativo di approvazione della legge.

La legge sulle unioni civili è stata bloccata dai senatori 5 stelle che, invece, vogliono vagliare il DDL in maniera critica votando o meno ciascuno degli emendamenti proposti. La strada, quindi, si fa ancora più in salita e l’impressione è che non si arriverà ad una soluzione molto presto.

La posizione del Movimento 5 stelle, da un punto di vista meramente costituzionale e, se vogliamo, anche etico è ampiamente condivisibile. La storia repubblicana italiana è piena di leggi e leggine, approvate grazie a maxi emendamenti, che hanno provocato effetti sempre deleteri. I punti di criticità in questa scelta, però, si possono addurre a due motivi specifici: il dietrofront dell’ultimo minuto e l’oltranzismo cocciuto. La storia del canguro, infatti, non è una novità dell’ultimo minuto: l’ideatrice del DDL, la deputata democratica Monica Cirinnà, e il suo collega Marcucci, hanno disposto questa soluzione, già alcune settimane fa, per accelerare l’iter legislativo e, soprattutto, per bypassare l’opposizione degli esponenti leghisti, di Forza Italia, di Fratelli d’Italia e, addirittura dell’area cattolica del PD. Durante, quindi, gli innumerevoli tentativi di mediazione tra i due partiti, perché i 5 stelle non hanno espresso, sin da subito, le proprie rimostranze a questo modo di procedere? Perché hanno aspettato l’ultimo momento utile per far valere la propria fermezza morale ed etica? Proprio questo secondo aspetto, dà adito ad alcune critiche e riflessioni. Per quando apprezzabile la coerenza politica, in alcuni casi, non rischia di diventare un testardo incaponimento? La legge sulle unioni civili è fondamentale perché il nostro paese si allinei con gli altri dell’Unione Europea (siamo tra gli ultimi a non avere una legislazione in merito insieme alla Romana, Polonia o Bulgaria) e soprattutto perché riconosca un diritto fondamentale a un grande numero di cittadini italiani. Questa coerenza non solo allunga i tempi della legge, ma ne rende sempre più difficile la sua approvazione. Nonostante il 61% degli italiani si dichiari d’accordo al riconoscimento delle unioni (Fonte Euromedia e Ixè), un esiguo numero di parlamentari impedisce che più della metà della popolazione abbia una legge che ritiene più che giusta.

Perché i 5 stelle prestano il fianco allineandosi con chi, qualche settimana fa dal Family Day di Roma, continuava a dire che l’omosessualità è una devianza psicologica, che la legge prevede la legalizzazione dell’utero in affitto (notizia falsa e del tutto infondata) o che l’unica forma di famiglia possibile sia solo quella tra uomo e donna?

Il Movimento 5 stelle ha mancato la grande occasione di fare parte di una cambiamento storico che avrebbe reso, finalmente, l’Italia un paese moderno e civile.

ndr pubblicato su Total Free Magazine

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