Primarie USA: l’Iowa esprime le proprie preferenze

Primarie USA: l’Iowa esprime le proprie preferenze

Risultati, a sorpresa, sia per il fronte democratico, con una Clinton vincente di misura, sia per quello repubblicano, con Trump solo secondo.

Primarie Iowa
Schema riassuntivo dei risultati (fonte: Washington Post)

La maratona delle primarie U.s.a è iniziata, ieri, nel piccolo stato dell’Iowa. Nonostante il peso politico di questo paese sia quasi irrilevante rispetto ad altri, i risultati di questa prima tornata elettorale hanno riservato grandi sorprese. Chi si aspettava l’inizio della cavalcata trionfale di Donald Trump verso la Casa Bianca, è rimasto amaramente deluso. Il candidato repubblicano, infatti, è arrivato dopo il suo avversario di partito Ted Cruz.

Questi, infatti, ha convinto il 28% degli elettori repubblicani dell’Iowa, contro il 24% di quelli del magnate americano. Un importante segnale da tenere in dovuta considerazione: l’elettorato americano segue assiduamente Trump, premiandolo nei sondaggi, ma quando si tratta davvero di scegliere, preferisce un candidato molto più diplomatico e meno colorito e scorretto. Il repubblicano Ted Cruz appartiene ad una frangia abbastanza estremista del partito repubblicano vicina alla destra ultracattolica, ma è stato premiato dagli elettori poiché ha mantenuto un profilo istituzionale nella conduzione della propria campagna politica. Ha limitato le proprie presenze sui media nazionali, preferendo, invece, i comitati elettori cittadini così da costruirsi una base elettorale forte. E’ stata proprio quest’ultima a fare la differenza, penalizzando Trump che ha costruito, invece, la propria immagine di candidato solo sui media nazionali diventando una sorta di one man show dei dibattiti televisivi. Questa strategia alza lo share televisivo, ma dopo la sconfitta dell’Iowa, nasce il dubbio che non premi in cabina elettorale.

Sul fronte democratico, Hillary Clinton vince di misura: la differenza tra la ex first lady e Bernie Sanders è di solo 0,3%. Il candidato socialista, quindi, è riuscito ad imporsi contro un candidato forte come la Clinton. Appartiene all’area più a sinistra del partito democratico, ha ricoperto incarichi politici e governativi di scarsa importanza rispetto a quelli blasonati della candidata democratica e, soprattutto, non possiede ingenti risorse finanziare come la propria avversaria, ma ha convinto quasi la metà degli elettori democratici. È stato votato, soprattutto, da quegli elettori anti-establishment che spesso vengono trascurati in favore dei poteri forti. Alla Clinton non rimane che correggere il tiro, come sta già facendo, cercando di essere una candidata che non rappreseti solo l’area moderata del suo partito ma anche quella più a sinistra.

Rimangono completamente nell’ombra altri candidati, come ‘O Malley, per il fronte democratico, o Bush, per quello repubblicano. Molto probabilmente, presto, annunceranno il proprio ritiro dalla campagna elettorale onde evitare una débâcle completa e non dignitosa.

I candidati che arriveranno al Super Tuesday del primo Marzo sembrano già essersi delineati, ma il percorso delle primarie è ancora lungo, pieno di imprevisti e colpi di scena.

ndr pubblicato su Total Free Magazine

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...