Salvini a Bologna: la manifestazione-flop del nuovo polo di destra

Salvini a Bologna: la manifestazione-flop del nuovo polo di destra

Manifestante leghista
Manifestante leghista

Piazza Maggiore può contenere, al massimo, trentamila persone. Deve esserci, quindi, qualche errore di calcolo nelle centomila persone perbene (cit.) calcolate da Matteo Salvini, ieri, nella manifestazione della Lega, svoltasi a Bologna.

Reparti della celere in Via Indipendenza
Reparti della celere in Via Indipendenza

La città si è svegliata in stato di assedio: un elicottero sorvolava la città e le vie del centro pullulavano di camionette della Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza

Si respirava un’aria nervosa, non solo per i cortei anti-Salvini, in Piazza XX Settembre e in Via Staligrando, o per la linea dell’alta velocità manomessa nella notte, ma soprattutto per l’atmosfera di quiete prima della tempesta che serpeggiava per le vie del centro storico. Il weekend Bolognese continuava a scorrere come se nulla stesse per accadere: turisti, persone che pranzavano sedute nei bar, avventori che continuavano a far shopping, ma il tutto con il sottofondo dei manifestanti leghisti in piazza e con le forze dell’ordine, in tenuta anti sommossa, che osservavano, guardinghi, la situazione.

Gli unici tafferugli ci sono stati fuori dall’area blindata di Piazza Maggiore. I manifestanti, anti- Salvini, infatti, sono stati bloccati all’altezza del Ponte di Stalingrado, quando stavano per riunirsi i due cortei, e gli è stato impedito di proseguire verso la piazza. Benché siano stati entrambi cortei regolarmente organizzati con percorsi concordati ed autorizzati dalla Prefettura, le forze dell’ordine hanno ostacolato i contestatori. Sono partite, quindi, cariche della Polizia, scontri con lancio di uova, birre e qualche bomba carta tanto che sono dovute intervenire le camionette a separare le due lingue di folla ed ad allontanarle dai reparti della celere. Una manifestazione pacifica, sporcata, come spesso accade, dal mantra inesistente “azioni per motivi di ordine pubblico”.

I manifestanti in Piazza Maggiore

Nel frattempo, in Piazza Maggiore, accorrevano i militanti della Lega per ascoltare la Meloni, Berlusconi e il loro leader Salvini. Erano presenti in poche migliaia, la piazza era piena ma non gremita e, nonostante la si voglia far passare come una manifestazione di successo, è stato un flop. I partecipanti erano di natura variegata, tra i secessionisti lombardi, si facevano strada i meridionali convertiti al credo leghista, gli estremisti di destra e i promotori dell’unità nazionale. Un tripudio di tricolori, bandiere della Lega Lombarda o soli padani.

Il comizio della Meloni, Berlusoni e Salvini ha rispettato perfettamente il tenore della piazza: confusione diffusa. Berlusconi, ridotto ormai a caricatura di se stesso, si auto proclamava leader del centro destra, sotto gli occhi di un infastidito Matteo Salvini che è stato costretto, anche, a richiamarlo all’ordine; la Meloni si è inerpicata in grotteschi paragoni tra Stanlio e Olio e Renzi e Alfano e Salvini si è cimentato in quello che sa far meglio: recitare il copione ben oliato della retorica populista di destra.

La nuova e la vecchia destra si sono incontrate in Piazza Maggiore, ma ciò nonostante si studiavano in maniera circospetta. Malgrado il proclama berlusconiano del “con Giorgia, Silvio e Matteo non ce ne sarà per nessuno”, questa piazza ha dimostrato l’inconsistenza del programma elettorale della “nuova” destra e, soprattutto, la debolezza di questa rinnovata unione tra partiti e leader che, fino a pochi mesi fa, giuravano che non avrebbero mai corso insieme alle elezioni.

Meridionali convertiti
Meridionali convertiti

E’ stata, quella di ieri, una delle prime prove di quello che dovrebbe configurarsi come il polo di destra, opposto a quello più blando di Alfano o di altri partiti centristi che appoggiano, a singhiozzo, Renzi. Il risultato, però, è stato, a dir poco raffazzonato. Questa manifestazione della Lega è stata meno folkloristica degli incontri a Pontida, ma non meno priva di contenuti e vuota di significato politico. E’ stata, solo, l’ennesima occasione per scandire slogan ben noti, ma ha mancato l’occasione, più volte sbandierata, di costruzione di un’alternativa per l’elettorato di destra o di rinsaldare le fila della rivoluzione delle persone perbene, per dirla alla Salvini.

Le persone, giunte ieri a Bologna, si possono annoverare nella categoria “volenterosi” che voterebbero Salvini, Berlusconi o la Meloni anche se non avessero nulla da proporre. Le elezioni, però, non si vincono con gli ideologicamente schierati, ma con gli indecisi. Questo neonato trio destroide, pur cercando di nasconderlo in tutti modi, non ha nulla da dire né da proporre. La manifestazione di ieri si archivia con un nulla di fatto… tutt’al più è stata una gita fuori porta per i manifestanti.

Manifestanti che giungono in Piazza Maggiore
Manifestanti che giungono in Piazza Maggiore

ndr le foto presenti nell’articolo sono state scattate dalla sottoscritta e inserite nell’articolo in veste di reportage
ndr pubblicato su Total Free Magazine

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