Nelle sale, Suburra: il film che racconta la Roma degli scandali

Nelle sale, Suburra: il film che racconta la Roma degli scandali

La locandina di Suburra
La locandina di Suburra

Il 14 Ottobre è uscito nelle sale il nuovo film di Stefano Sollima, Suburra. Dopo il grandissimo successo di Gomorra la serie, l’ultimo lavoro del regista, si aspettava con ansia questa lavoro. Il film ha avuto notevole successo, stando ai risultati del botteghino, tanto che Netflix, appena sbarcato in Italia, ha già deciso di trasformarlo in una serie tv.

Suburra è tratto dall’omonimo romanzo di Bonini e De Cataldo, già autore di Romanzo Criminale, best seller che narra l’ascesa della Banda della Magliana. Suburra, infatti, è una prosecuzione logica di Romanzo Criminale: spiega in che modo la criminalità organizzata s’è radicata e agisce a Roma.

E’ facile intuire come, visti i recenti scandali romani, questo film sia fortemente incentrato sull’attualità e sia stato, in qualche modo, profetico in quanto è stato girato quasi un anno fa. Si possono ritrovare nel film, ben romanzati, figure note alla cronaca giornalistica come, ad esempio, Carminati o il clan dei Casamonica.

E’ un film corale in cui le vicende dei vari protagonisti si intrecciano tra di loro creando un effetto domino di eventi che culmina in un finale inaspettato. In Suburra ci si immerge in una Roma cupa e piovosa dove la corruzione e la criminalità la fanno da padrone. Tutti hanno qualcosa da nascondere e con cui fare i conti. Più si prosegue nella narrazione e più i ritmi si fanno serrati e il livello di ansia cresce lasciando nello spettatore una sensazione di sopraffazione: si viene travolti, tanto quanto i protagonisti, in questa spirale di eventi e non si riesce, in alcun modo, a venirne fuori. La pioggia, altro vero protagonista del film, scende battente e inesorabile, fa straripare le fogne e travolge tutto e tutti.

La bellissima fotografia del film delinea, in maniera ancora più efficace, questo scenario apocalittico e tratteggia dettagliatamente sia i personaggi che i luoghi. Un altro plauso spetta al cast di attori che, supportati da un’ottima sceneggiatura, interpretano magistralmente ogni personaggio. Benché siano tutti personaggi con connotazioni fortemente negative, quelli femminili sono gli unici che non collassano sotto la pesante e putrida melma che travolge Roma.

In ultimo, non si può non citare la colonna sonora. Nei lavori di Sollima, la musica ha un’importanza non secondaria. Basta guardare Romanzo Criminale, dove le scene erano puntellate da chicche musicali anni ’70, o Gomorra la Serie, in cui le canzoni neomelodiche si fondevano perfettamente con il rap politico dei Co’ sang; anche in questo caso, la musica è una colonna portante: senza, le scene sarebbero meno incisive.

Se proprio si vuol fare un appunto a questo film è che, alcune vicende, avrebbero dovuto essere sviluppate meglio, ma in questo c’è venuto in soccorso Netflix che darà risposta alle nostre domande.

Suburra è un film di genere, così come dicono gli addetti ai lavori. E’ qualcosa che poco, se non raramente, si vede in Italia quindi se si vuole fuggire dai soliti film italiani, questo può essere un ottimo e piacevole diversivo.

ndr pubblicato su Total Free Magazine

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