Polonia: trionfa P.I.S. il partito di estrema destra che preoccupa la UE

Polonia: trionfa P.I.S. il partito di estrema destra che preoccupa la UE

POLONIA, LA SFIDA DEI QUARANTENNI DIETRO DUELLO AL FEMMINILE

Il partito di destra, “Diritto e Giustizia” (PIS), trionfa alle ultime consultazioni elettorali in Polonia. Una vittoria straripante che permetterà al partito di formare una maggioranza mono partitica senza bisogno di alleati. Il PIS non è un semplice partito di destra, ma appartiene a quella frangia ultranazionalista ed estremista che ha fatto della lotta agli immigrati e alla UE i punti di forza del proprio programma politico.

Una vittoria che preoccupa non poco la UE in quanto la maggioranza incontrastata in Parlamento si unisce ad un’assenza totale della sinistra tra le fila dell’opposizione. Il partito di Jaros Kaczynski ha vinto con lo slogan “il paese ha bisogno del cambiamento”, ma questo dichiarato cambiamento sembra più un passo indietro per la Polonia. Basta alle politiche liberal pro europeiste dei vecchi governi che hanno permesso al paese più grande e popoloso della ex Unione Sovietica di crescere, in quasi 25 anni, del 50% e di tenere i conti sotto controllo. Si prospetta una decisiva inversione di rotta che, secondo alcuni commentatori locali, quale il direttore del Gazeta Wyborcza, potrebbe mettere a rischio la democrazia del paese.

Le politiche che il nuovo governo ha intenzione di attuare sono molto simili a quelle di un altro leader di destra: Orbàn in Ungheria. I paesi ex sovietici si stanno, dunque, compattando in politiche nazionaliste e altamente xenofobe che potrebbero mettere a rischio i delicati equilibri dell’area euro soprattutto in un periodo come questo in cui il tema migranti assume un’importanza cruciale.

Il PIS vuole bloccare, infatti, l’entrata di migranti paventando un “rischio epidemia” qualora non si stringano le maglie dei confini di questi paesi di passaggio. Inoltre, il partito è contrario all’entrata della Polonia nella zona euro e si oppone strenuamente alle politiche della Ue, soprattutto in materia economica.

E’ inutile nascondere che le preoccupazioni dei vertici UE dovrebbero essere comuni anche agli altri paesi membri dell’Unione Europea. La storia insegna che, in periodi di profonda crisi sociale ed economica come quello che stiamo vivendo, è pericoloso affidarsi a partiti conservatori e nazionalisti. C’è un plausibile rischio che il malcontento popolare, intercettato da partiti come il PIS, si trasformi in qualcosa che mini alla base le fondamenta su cui è costruita l’idea di Europa unita.

Non si può fare a meno, però, di leggere questa vittoria sotto un altro punto di vista: la linea politica dell’Unione Europea, troppo influenzata dalle decisioni della Germania, più che compattare i paesi dell’Unione sta creando forti spaccature e risentimenti intestini. Le politiche di austerity hanno fallito, ma nonostante ciò si continua a pensare che queste siano l’unica via percorribile per traghettare fuori dalla crisi i paesi più martoriati.

Ci si augura che il nuovo panorama politico che si sta delineando nei paesi del blocco sovietico, costringa la UE a rivedere le proprie posizioni e a tenere maggiormente in considerazione le rivendicazioni e le problematiche di ciascun paese membro.

ndr pubblicato su Total Free Magazine

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