“Cari elettori, care elettrici”: la mostra a Palazzo Montecitorio delle Tribune Politiche della Prima repubblica

“Cari elettori, care elettrici”: la mostra a Palazzo Montecitorio delle Tribune Politiche della Prima repubblica

Tribuna politica anni '80 (www.unità.it)
Tribuna politica anni ’80
(www.unità.it)

Il 24 settembre ha preso il via, presso la Camera dei Deputati a Palazzo Montecitorio, una mostra dal titolo “Cari elettori, care elettrici – Le immagini della Prima Repubblica nelle Tribune della Rai”. La mostra, curata da Edoardo Novelli e Stefano Nespolesi, aperta fino all’8 Ottobre, si propone, tramite uno spazio espositivo di 150 foto e 70 video, di mostrare la storia delle Tribune politiche grazie ai volti noti della storia politica italiana dal 1960 al 1994.

Un piccolo assaggio della mostra, soprattutto nella parte videografica, è contenuto nel sito Rai Teche. I video delle vecchie Tribune elettorali ci restituiscono l’immagine di un’Italia un po’ inconsueta per i giorni nostri. L’informazione politica, dalla seconda Repubblica in poi, è stata delegata, nella maggior parte dei casi, ai talk show; in precedenza, invece, uno dei pochi modi con cui gli elettori potevano informarsi sui candidati e sui programmi dei partiti erano le tribune politiche.

Questa forma di divulgazione politica permetteva ai componenti di qualsiasi partito di potersi rivolgersi direttamente agli elettori, per un tempo limitato, esponendo i punti programmatici del partito di appartenenza. Nel tempo, è cambiata, assumendo la forma più snella del dibattito a cinque: anche in questo caso i candidati si confrontavano, per un tempo limitato e su determinate tematiche, con i propri avversari politici.

Le tribune politiche riassumono perfettamente il tipo di divulgazione politica della prima Repubblica: molto meno social e soprattutto d’élite. I cittadini che seguivano, infatti, questo tipo di trasmissione erano già persone con una propria opinione e affiliati ad un partito o comunque molto interessati alla politica. Il linguaggio dei politici, infatti, era molto meno “popolare” e molto più specifico e complesso. Va da sé, quindi, che chi seguiva questi tavoli dibattito avesse in mente, in maniera più o meno precisa, di cosa si parlasse.

A vederle oggi, soprattutto con i tempi veloci del botta e risposta dei talk show televisivo, sembrano molto pedanti e si seguono con difficoltà (Fantozzi, in un film, insegna in questo caso. Dopo ore di Tribuna Politica inizia ad avere le allucinazioni). L’uso intensivo della televisione e, in seguito, dei social media ha cambiato totalmente il modo di comunicare degli esponenti politici. Il linguaggio s’è affinato in modo che diventasse accessibile a tutti anche a chi non s’intende o non s’interessa di politica. Dall’altro lato, però, i tempi televisivi, sempre più stringenti, hanno costretto i leader ad essere incisivi in tempi molto brevi quindi si tende ad approfondire molto meno i temi che si affrontano e lasciare che le opinioni si formino in maniera molto più superficiale che in precedenza.

Io consiglio la visione sul sito, per chi non può godersi la mostra, della Tribuna politica di un giovanissimo Dario Fo, di un altrettanto giovane e battagliera Emma Bonino e di Berlusconi… una delle ultime tribune politiche in assoluto.

ndr pubblicato su Total Free Magazine

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