Elezioni U.S.A 2016. Donald Trump: il candidato più politicamente scorretto corre per la casa bianca

Elezioni U.S.A 2016. Donald Trump: il candidato più politicamente scorretto corre per la casa bianca

Donald Trump durante un comizio elettorale
Donald Trump durante un comizio elettorale

Donald Trump è conosciuto ai più come l’archetipo della ricchezza, della vita agiata e vissuta nel lusso più sfrontato: palazzi, aerei privati, matrimoni sontuosi con bellissime modelle. Nomini il cognome Trump e ti viene in mente tutto questo oltre che la sua famigerata zazzera biondo-rossiccia. Ma questo era il Donald Trump del passato, quello nuovo ambisce a diventare una figura politica di primo piano: prossimo presidente degli Stati Uniti d’America. Un progetto fin troppo ambizioso, perfino per una persona come lui.

Dopo anni di proclama e di tentativi di “discesa in campo”, Donald Trump ha deciso di presentarsi alle primarie del partito repubblicano. La campagna elettorale dell’imprenditore americano non è iniziata in sordina come quella del suo avversario, anche esso repubblicano, Jeb Bush. Infatti, se quest’ultimo ha optato, almeno in queste prime battute, per uno stile molto diplomatico e abbastanza istituzionale, Donald Trump si è gettato nella competizione elettorale con uno slancio senza pari. Cavalcando l’onda della demagogia, cara molti altri leader occidentali in questo periodo di profonda crisi sociale ed economica, sta costruendo la propria immagine pubblica di arruffapopoli senza peli sulla lingua.

Il suo cavallo di battaglia? Sicuramente la politica d’immigrazione. La volontà del presidente Obama di creare una società multietnica e maggiormente inclusiva è uno degli incubi più grandi del magnate. Ha proclamato, a più riprese, la volontà di costruire un muro tra gli Stati Uniti e il Messico affinché i latinos, definiti delinquenti, fannulloni e stupratori seriali, non riescano a raggiungere il suolo americano. Inasprimento delle pene e rimpatrio immediato. Non stupisce quindi che, durante una conferenza stampa, un giornalista latinoamericano, dell’emittente Univision, reo di aver fatto domande inopportune a mister Trump sulla sua politica migratoria, sia stato cacciato.

Il partito repubblicano lo irride, ma lo zoccolo duro dei suoi elettori lo apprezza: questo approccio comunicativo da macho e fatto di frasi ad effetto, stando ai dati dei sondaggi, piace molto. E allora, anche se si mostra misogino con le giornaliste che provano a fare domande più ostiche e anche se definisce i latinoamericani feccia a cui non darebbe mai un lavoro (salvo poi sapere che nelle sue aziende dà lavoro a migliaia di messicani) va tutto bene perché la correttezza politica mi annoia e mi fa perdere tempo. Dico quello che mi pare e se non vi piace peggio per voi”.

Donald Trump è sfrontato e cerca consenso parlando all’americano medio non importa in che modo: l’importante è colpire. E’ abile nel creare media events, nel padroneggiare il mezzo televisivo e nello stabilire empatia con il proprio pubblico. Benché appartenga a quello 0,1% di nababbi che hanno beneficiato della crisi economica arricchendosi, tra le altre cose, sul ceto medio americano, l’imprenditore americano vuole essere uno di loro, vuole mostrare di avere a cuore i loro problemi e di farsene carico qualora riuscisse ad occupare l’agognata poltrona alla Casa Bianca.

Hillary Clinton e Jeb Bush non hanno l’indice di gradimento di Donald Trump, ma nonostante ciò è molto improbabile che possa avere serie chances di vincere questa competizione elettorale. I cittadini americani apprezzano il suo parlare schietto e sincero solo perché sono ben consapevoli che Trump non potrà mai essere presidente. Lo si guarda e apprezza come si fa con uno spettacolo tv e l’imprenditore lo sa bene: questo è il suo ennesimo show televisivo e l’importante è alzare lo share fino a quando si è sulla cresta dell’onda.

per info: cliccare sul profilo ufficiale, sul profilo twitter

ndr pubblicato su Total Free Magazine

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5 pensieri su “Elezioni U.S.A 2016. Donald Trump: il candidato più politicamente scorretto corre per la casa bianca

  1. Un altro muro?!? L’ultrademogagia, purtroppo, attecchisce anche negli States, dove invece servirebbero politiche di coesione sociale, territoriale e etnica, partendo da pari opportunità, contrasto alla povertà, rafforzamento del welfare e diritti civili. Poi nel Partito Democratico americano dovrebbero cominciare a parlare di abolizione della pena di morte.., com’è possibile che esista ancora nel 2015?!?!

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