Letture estive: la Ferocia di Nicola Lagioia

Letture estive: la Ferocia di Nicola Lagioia

Dopo (non) aver letto il libro del nuovo vincitore del Premio Strega, dico la mia…

Copertina del nuovo libro di Nicola Lagioia
Copertina del nuovo libro di Nicola Lagioia

Sono un’accanita lettrice: macino qualcosa come 25/30 libri l’anno e durante la giornata cerco sempre di ritagliarmi la mia mezzora di lettura… uno dei pochi momenti in cui mi sento davvero in pace con me stessa.

Ho con i libri un rapporto quasi viscerale: ognuno di quelli che ho letto significa qualcosa per me, è un pezzo della mia esistenza, è legato a un ricordo, a un periodo, ad un frangente della mia vita. E’ facile intuire come ognuno dei libri della mia libreria sia quasi come un “figlio” per me. Capisco che tutto ciò possa suonare strano, ma ognuno ha i suoi vizi: io ho quello di acquistare libri.

Una persona, come me, ovviamente, ha profondo rispetto per gli scrittori in quanto sono coloro che, con la loro fantasia e maestria, mi regalano delle ore meravigliose e spensierate. Raramente, rinuncio alla lettura di un libro anche quando non mi piace o lo trovo tedioso e scritto male.

Purtroppo, qualche settimana fa mi sono ritrovata ad abbandonare a metà un libro appena acquistato. Ma procediamo con calma. Agli inizi di Luglio, come ogni estate, mi reco in libreria per comprare i miei consueti libri da leggere durante i due mesi estivi di vacanza. Mentre spulciavo tra gli scaffali alla ricerca di qualcosa d’interessante, cosa colpisce la mia attenzione? Un bel talloncino giallo accecante con su scritto “Vincitore del Premio Strega edizione 2015”. Mi illumino. Finalmente ho trovato quello che cercavo! Mi reco, quindi, alla cassa e sborso ben 19,50 euro (data la mole di libri che leggo, raramente acquisto un libro appena uscito. Costano troppo. Preferisco i tascabili o le versione economiche.) e acquisto La ferocia di Nicola Lagioia. La trama sulla quarta di copertina mi ha completamente rapita: “In una calda notte di primavere, una giovane donna cammina nel centro esatto della strada statale. E’ nuda e coperta di sangue. A stagliarla nel buio, i fari di un camion sparati dritti su di lei. Quando, poche ore dopo, la ritroveranno ai piedi di un autosilo, la sua identità verrà finalmente alla luce: è Clara Salvemini, prima figlia della più influente famiglia di costruttori locali. Per tutti è suicidio. Ma le cose sono davvero andate così? Cosa legava Clara agli affari di suo padre? E il rapporto che la unisce ai tre fratelli – in particolare quello con Michele, l’ombroso, l’instabile, il ribelle – può aver giocato un ruolo determinante nella sua morte? Le ville della ricca periferia barese, i declivi di ogni rapida ascesa sociale, le tensioni di una famiglia in bilico tra splendore e disastro: utilizzando le forme del noir, del gotico, del racconto familiare, scandite da un ritmo serrato e da una galleria di personaggi e di sguardi che spostano continuamente il cuore dell’azione, Nicola Lagioia mette in scena il grande dramma degli anni che stiamo vivendo. L’intensità della scrittura – mai così limpida e potente – ci avviluppa in un labirinto di emozioni, segreti e scoperte, che interseca le persone e il loro mondo e tiene il lettore inchiodato alla pagina”.

Beh, dopo un riassunto del genere non puoi certo lasciarlo sullo scaffale della libreria e, con un moto d’orgoglio in quanto corregionale dello scrittore, mi appresto a leggere questo libro.

Dopo le prime venti pagine, capisco che l’addetto Einaudi per le quarte di copertina, molto probabilmente, ha letto un altro libro. La scrittura è si potente, in quanto le similitudini di Lagioia sono incredibilmente descrittive ed evocative, ma è tutt’altro che limpida. Parafrasi lunghe, infarcite d’incidentali, tra le quali ti perdi: nomi, personaggi, descrizioni dei paesaggi pugliesi… più volte ho dimenticato la frase principale che aveva dato inizio al periodo. I personaggi hanno sfaccettature interessanti, t’incuriosiscono ma la scrittura è pedante e noiosa. Più volte, nonostante tutto l’impegno possibile e numerosi caffè ristretti, mi sono assopita profondamente mentre svisceravo le vicende dei Salvemini.

Ne sono seguite settimane di estenuanti lotte contro il libro all’insegna di: “Sono più forte io… devo resistere… non esiste che mollo questo libro!”. E invece, laddove la tenacia umana fallì, vinse il libro di Lagioia: abbandonato a metà, ora langue nella libreria in attesa che qualche altro coraggioso si approcci alla lettura.

Nella mia famiglia e tra i miei conoscenti, nessuno ha avuto l’ardire di osare così tanto quindi, in barba a tutti i miei principi, ho deciso di venderlo e mi è stato valutato poco più di 4 euro. Oltre al danno, la beffa!

Spero solo, caro Nicola Lagioia, che con i 19,50 euro del mio libro, tu ti sia fatto un paio di buoni cocktail per brindare al risultato ottenuto al Premio Strega. Solo così, ti assicuro, penserò di aver speso bene i miei soldi.

per info, cliccare: qui.

ndr pubblicato su Total Free Magazine

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