L’insostenibile leggerezza dell’essere curvy

L’insostenibile leggerezza dell’essere curvy

Copertina di Vogue nel giugno del 2011 dal titolo
Copertina di Vogue nel giugno del 2011 dal titolo “Belle vere”

Non so se vi è capitato, ultimamente, di leggere qualche rivista di moda o di intrattenimento, magari mentre aspettavate il vostro turno dal dentista o dal parrucchiere. Ecco, mentre sfogliavate pigramente le pagine, non so se avete notato, tra una pubblicità patinata e l’altra, come il termine curvy compaia molto più spesso del necessario.

Facciamo un po’ di chiarezza su questo inflazionatissimo aggettivo. Curvy è l’equivalente inglese dell’italico formosa, quindi tende a indicare quella categoria di donne molto femminili dal punto di vista fisico: seno e sedere molto pronunciato, non proprio magrissime ma in forma. Il prototipo di donna normale: quella che non si affama, ma mangia senza particolari eccessi, quella che incontri al supermercato mentre fai la fila alla cassa, quella che trangugia un buonissimo pezzo di pizza unta ma con la coca light perché “quella normale fa ingrassare”.Una donna qualunque, quindi.

Dopo anni di modelle magrissime, riconsiderare, finalmente, il corpo di una donna normale è sembrato, non solo agli addetti del settore, ma anche a noi donne, che continuamente veniamo giudicate per il nostro aspetto fisico, un atto a dir poco rivoluzionario. Ci sembrava di respirare una boccata di aria fresca: basta provare ad essere Kate Moss! Una donna può essere bella, sensuale e voluttuosa anche senza essere troppo magra. Finalmente il modo della moda si è accorto del 98% della popolazione femminile!

Tu, donna, che mentre sfogliavi Cosmopolitan, ti deprimevi guardando la pancia piatta di una modella qualsiasi, ti senti finalmente felice: la tua pancetta morbida e le tue gambe formose non sono più considerate come i comunisti per Berlusconi. Ed ecco, invece, che per l’ennesima volta ti sei, ancora, sbagliata.

Basta andare in qualsiasi negozio per capire che dopo la taglia 46 c’è il vuoto cosmico; che una normalissima 42, il più delle volte, corrisponde ad una effettiva 38 e che se sei una donna con un accenno di forme non ti entrerà mai, benché provi a trattenere il respiro, il jeans in saldo che ti piaceva tantissimo. Altro che curvy, quindi… il modello à la Kate Moss lotta e vive insieme a noi.

In seguito, con maggiore attenzione, noti che le modelle curvy, appartengono ad un’altra categoria di donne altrettanto elitaria come quelle delle super magre. Sono donne, nella maggior parte dei casi, molto alte (circa 1.80/1.85), in carne, ma nei punti giusti. Quelle donne, quindi, che ingrassando, non sembrano sformate, anzi, addolciscono i lineamenti del volto e diventano molto più sensuali. Non proprio la classica ragazza della porta accanto, come invece cercano di convincerci i giornali, che è alta, di solito, 20 cm in meno e che, se ingrassa, lo fa su punti odiosi: ha la pancia, ma il seno piccolissimo; le cosce grasse, ma il sedere piatto. Tutto quello, quindi, che rende meno armonico un fisico.

Trovo meraviglioso che il corpo di queste donne abbia trovato il modo di esprimersi su blasonate riviste patinate (vedi Vogue) e che finalmente si sia riconosciuto che la bellezza femminile abbia varie sfaccettature, ma il concetto di curvy è estremamente ipocrita e falsamente politically correct. Il motivo è semplice: le donne vere, quelle curvy, sono quelle di cui parlavo prima. Queste sono completamente ignorate dal marketing pubblicitario, benché costituiscano la maggior parte della popolazione mondiale. Hanno una corporatura normale, mangiano sano, ma non si puniscono con diete proibitive, non sono una 38, né una 52. Tutto quest’affanno a celebrare le donne “formose” non fa altro che alimentare altri stereotipi che sono dannosi tanto quanto quelli che, negli anni ’90, celebravano le donne super magre. Mi chiedo: quando, per una volta, si metterà in copertina una delle tante ragazze che ogni giorno camminano per strada? Una che non appartiene a nessun elitario canone estetico, ma che è bella proprio perché particolare nella sua normalità. Una mossa del genere sì che sarebbe avanguardia pura!

Per info sulle modelle curvy ora in voga, cliccare qui.

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6 pensieri su “L’insostenibile leggerezza dell’essere curvy

  1. L’errore è tutto vostre, donne: leggere riviste e guardare la tv. La “soluzione finale” è a portata del dito di noi tutti: è il “grande clic” che spegne il televisore; è la strisciata mancata della carta di credito per comprare l’ultimo 55 pollici, gli spiccioli risparmiati all’edicola per l’ultima rivista “femminile”, che forse tanto femminile poi non è, se vuole riempirti la testa di miti falsi, inesistenti.

    Donne, guardatevi in giro: il mondo che vi circonda è pieno di uomini che vi trovano affascinanti e sexy così come siete! Sì, tu, proprio tu, che sei convinta di avere il culo troppo basso e cicciottello; che ti guardi allo specchio e preghi la Madonna che ti mandasse almeno una terza, non dico una quarta; che compri sempre le Hogan col tacco interno o le finte scarpe da ginna colla superzeppa; che ti affami colle verdurine al vapore scondite.

    Ma guardati in giro! Lo sai benissimo che c’è sempre qualcuno che ti sta guardando! E falla tu ‘sta piccola rivoluzione: ricambialo quello sguardo muto, e faglielo ‘sto sorriso; non devi mica dargliela subito, stiamo parlando solo di interagire, di far due chiacchiere, di stare un po’ al mondo e far passare la giornata, no?

    Insomma: secondo me il problema vero sta altrove, ben lontano dalle linee diritte o dalle curve. L’unico problema vero tra donne e uomini sta nelle barriere psicologiche che molti (soprattutto molte) si costruiscono intorno, e che impediscono di vedere la realtà vera.

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    1. Da donna, ti posso assicurare che smettere di guardare la tv o non comprare riviste di moda non è sicuramente una soluzione semplicemente perché ci sono tante altre cose che fanno sentire inadatte le donne per il proprio corpo. Basti pensare a quando si fa shopping: ci sono numerossisime cose che ti fanno pensare che così come sei non va bene. L’accettazione del proprio corpo, inoltre, di sicuro non è data dallo sguardo di compiacimento di un uomo o da un complimento… si regge su delicati equilibri psicologici che, forse perchè sei uomo o forse perchè senti di avere la verità in tasca, non riesci a comprendere. Fatti una chiacchierata con una donna e poi ne riparliamo.

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      1. No, ti chiedo scusa se ho dato l’impressione di essere convinto d’avere la verità in tasca. Non avrei voluto: parto sempre dall’idea che ci si ritrovi da qualche parte (per esempio su WordPress) per esporre opinioni, per fare una discussione interessante, per imparare qualcosina. Io imparo continuamente. Posso mostrare stasera il nostro thread alle colleghe intelligenti?

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