Elezioni regionali 2015: come si comunica a livello locale?

Elezioni regionali 2015: come si comunica a livello locale?

I manifesti elettorali sono il paradigma della comunicazione politica nella dimensione locale.

Il 31 Maggio 2015 si svolgeranno le elezioni per rinnovare il presidente e la giunta regionale in sette regioni italiane: Campania, Liguria, Marche, Puglia, Toscana, Umbria e Veneto. Nello stesso giorno si svolgeranno le elezioni amministrative in 1.062 comuni, tra cui 18 capoluoghi di provincia. Le regioni e i comuni coinvolti, in questa tornata elettorale, sono d’importanza strategica sia per la tenuta del governo Renzi che per la definitiva affermazione dei partiti di opposizione, primo tra tutti la Lega Nord del segretario Matteo Salvini. Gli elettori, chiamati a votare, si trovano a scegliere tra un’innumerevole quantità di candidati. La dimensione locale della suddetta tornata elettorale permette ad aspiranti consiglieri, sindaci, presidenti di regione di sperimentare le più fantasiose modalità, in ambito comunicativo, per presentarsi al proprio elettorato.

La comunicazione politica utilizzata in questi frangenti risponde a caratteristiche che resistono al passare del tempo e alle evoluzioni in ambito politico. L’imperativo è essere accattivante, nell’accezione più inclusiva ed estrema del termine. Infatti, il linguaggio usato, spesso, appartiene alla vulgata dialettale; è infarcito di doppi sensi, luoghi comuni, allusioni e costanti richiami alla propria territorialità. I più temerari si avventurano in frasi con qualche possibile richiamo ideologico che molto spesso fa riferimento ad un ipotetico cambiamento o al saperci fare negli ambiti più disparati. Va sottolineato però che questo modo di comunicare appartiene, nella maggior parte dei casi, a quei candidati che non corrono per la carica di presidente di regione o sindaco. Questi ultimi, di solito, mantengono un profilo istituzionale benché non manchino numerose eccezioni.

I manifesti elettorali riportano in maniera sintetica ma, allo stesso tempo dettagliata, la realtà appena descritta. Nonostante la politica sia diventata estremamente digitale, questa forma di propaganda resiste, soprattutto nei contesti locali, allo strapotere dei social media.

Vediamo alcuni esempi che dimostrano quanto detto:

Gerardo Bevilacqua, candidato sindaco a Cerignola (Fg)
Gerardo Bevilacqua, candidato sindaco a Cerignola (Fg)

Il candidato sindaco per il comune di Cerignola, in Puglia, è balzato agli onori della cronaca nazionale per il suo linguaggio e comportamento fuori dalle righe. Lo slogan di questo manifesto è completamente in dialetto. Il radicamento al proprio territorio è palese, come anche la propria estraneità a sofismi verbali. L’uso del linguaggio comune, in casi simili, esprime la propria lontananza, culturale e politica, dalla classe politica precedentemente in carica, caratterizzata, ovviamente, da gran parlatori che mancano di praticità e lontani dal proprio elettorato. Nel caso di Bevilacqua sorge un legittimo dubbio: il dialetto è voluto o l’utilizzo dell’italiano risulta ostico?

Tina Fiorentino, candidata consigliere regione Puglia.
Tina Fiorentino, candidata consigliere regione Puglia.

La candidata consigliere alla regione Puglia, Tina Fiorentino, nonostante l’aspetto da madre di famiglia, punta su uno slogan allusivo e maschilista. E’ interessante vedere come anche le donne si percepiscano, in ambito politico, in maniera sessista. E’ meno volgare di quanto potrebbe essere solo grazie all’aspetto compito della Fiorentino.

Lorenzo Manfro, candidato governatore in Veneto.
Lorenzo Manfro, candidato governatore in Veneto.

Alla regione Veneto, l’indipendente Manfro punta sull’assioma Veneto = vino. Il luogo comune dei veneti inclini ad alzare il gomito qui la fa da padrone. E’ evidente che per il candidato governatore non è solo un luogo comune, ma è una ragion d’essere importante per definirsi veneto. Ti strappa un sorriso, ma ti induce a riflettere: Manfro sarà competente come presidente di regione o è solo una persona che ti fa piacere incontrare quando vai in osteria?

Angelo Biondi, candidato sindaco di Licata (Tp)
Angelo Biondi, candidato sindaco di Licata (Ag)

Angelo Biondi, candidato sindaco di Licata (Agrigento), ha scelto uno slogan che punta meno sullo spirito e più sulle qualità da amministratore della cosa pubblica. Assicura i suoi elettori di saper fare il sindaco: la sbagliata ridondanza grammaticale decreta competenza negli ambiti più disparati.

Le elezioni locali sono ancorate a un vecchio modo di fare politica: meno social e molto più vicino alla gente e ai propri elettorali. Infatti, i candidati, frequentemente, non hanno siti web, profili facebook o twitter, però “si fanno vedere”: in comizi, sui manifesti elettorali, sui volantini, sulle fiancate delle auto o dei camion etc. Anche il più distratto e indisponente degli elettori, quindi, conoscerà alla perfezione il nome dei propri candidati e riuscirà ad associare ad un volto un nome ben preciso. Evidentemente, nonostante tutti i difetti del caso, questo tipo di comunicazione risulta ancora molto efficace.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...